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PIA DEI TOLOMEI

Dipinto di Marino Pompeo Molmenti del 1853.
Rappresenta una nobildonna senese, Pia dei Tolomei, condotta in maremma dal marito Nello dei Pannocchieschi. Signore e podestà di Volterra e Luca.
In Maremma, Pia verrà uccisa, buttata dalla finestra, pare per ordine del marito geloso o bramoso di liberarsi della moglie per sposare una donna più ricca.
La figura di Pia fu immortalata da Dante Alighieri in alcuni versi del Canto V del Purgatorio. “ Deh, quando tu sarai tornato al mondo / E riposato de la lunga via / Seguitò il terzo spirito al secondo / Ricorditi di me che son la Pia./Siena mi fe’, disfecemi Maremma/Salsi colui che ‘nnannelata pria / disposando m’avea con la sua gemma”
Il dipinto, in olio su tela, si trova attualmente esposto alla galleria d’arte moderna di Verona.

COMMENTO A LATERE

Oggi ho fatto il peggiore dipinto della mia vita. No, non fraintendermi amore mio: non è che non sia soddisfatto della mia arte. Anzi sembra davvero ben riuscito e il nostro committente l’ha pagato lautamente. Ma è quello che ho dovuto ritrarre che mi ha lasciato il cuore stretto in una morsa, un’oppressione che non mi farà dormire.
Cosa ho rappresentato nel dipinto che mi ha tanto turbato?
Lui, il suo sguardo torvo, perso in pensieri bui, come in un tunnel senza uscita.
Lei, curva, affranta, rassegnata, come un animale che va al macello.
Avrei voluto scuoterli invece che immortalare queste loro espressioni, presagi di morte.
Avrei voluto dire a Lei: “svegliati, reagisci! Sei una donna, sai come trovare la strada del suo cuore E se non ha un cuore, fuggi lontano più che puoi, salvati! Ci sarà sempre un luogo dove potrai rinascere e riaccendere i tuoi occhi alla gioia”.
A Lui avrei voluto dire: “non illuderti; non è liberandoti di lei che troverai la pace. Le tue notti saranno incubi senza risveglio. Forse, se dimentichi la brama di possederla, puoi ancora conquistarla, farla sorridere, offrirle il tuo bisogno d’amore”.
Ma cosa potevo fare ! Loro sono i padroni. Io solo un pittore.
E adesso Tu, mio bene, Tu che ami le mie braccia forti, pronte a proteggerti; Tu, che mi accogli nel tepore del tuo corpo come in un nido di pace, alleggerisci il mio cuore come solo tu sai fare.
Chissà che la luna che veglia sui nostri sogni non porti anche nei loro cuori la magia dell’amore!
Marcella Franchino
Catania 20 marzo 2021