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La casa dell’impiccato di Paul Cézanne

La casa dell’impiccato di Paul Cézanne
(Fiammetta Filaci)

 

Finalmente l’avrei rivista! La casa di zia Rose era stata il rifugio estivo della mia infanzia. Era stata di proprietà di uno strano medico che si era tolto la vita in circostanze misteriose ma di questo non si parlava mai Quando con i cugini venivamo in vacanza, era ancora in buono stato: grandi stanze con arredi essenziali e un’enorme cucina a legna dove vivevano gli odori dell’orto e del pollaio.
All’aperto il profumo della biancheria stesa ad asciugare e l’abbaiare dei cani. Non c’erano oggetti superflui ma a noi ragazzi non mancavano abbondanti merende con pane di casa appena sfornato ed olio di frantoio. Rivedo le corse al fiume, i bagni nell’acqua gelata ed il ritorno all’ora di pranzo sporchi ed affamati. Quanta felicità! La sera in cortile si raccontavano storie e noi sospesi ad ascoltare, Quanti anni erano passati? Tanti, troppi. Poi una mattina quella lettera del notaio, la zia era morta ed io ero l’unica erede.
Catania 29 aprile 2020

La casa dell’impiccato