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Io e il Villaggio di Marc Chagall

Io e il Villaggio
Marc Chagall1911
Museum of Modern Art di New York
(Rita Crimì – Il mio villaggio)

Caro amico, mi chiedi come sto a Parigi? Cosa vuoi che ti dica! Qui a Parigi la vita trascorre con un senso del tempo che se fossi rimasto a Vitebsk non lo avrei sperimentato. E’ bella Parigi, grande, vivace, audace ma certi giorni si vive in modo distratto, si corre spinti da una frenesia misteriosa; altri giorni, soprattutto quando una pioggia minuta scivola lenta sui vetri, ci si chiude in una malinconia sognante che ci trasporta lontano in altri luoghi o in altri tempi. Ecco vedi…voglio proprio raccontarti cosa mi è successo in una di quelle giornate grigie. Mi annoiavo a casa e decisi di uscire nonostante la pioggia. Passeggiando con le mani dentro le tasche, il bavero alzato e il cappello quasi a nascondermi dagli sguardi degli altri arrivai fino a Montmartre. 
Come smise di piovere mi sedetti su una panchina. Una nebbiolina impalpabile rendeva evanescenti i contorni degli alberi, delle case e delle poche persone che mi passavano vicine …. Mi arrivavano profumi dolci e intensi dalle patisserie vicine. Furono proprio questi che mi solleticarono e fecero riemergere all’improvviso ricordi remoti della mia infanzia e di parte della giovinezza vissute in quel piccolo villaggio. Oh Vitebsk! era ancora viva nel mio cuore: il suono della campana del campanile, il profumo del latte, l’occhio nero e profondo della mucca, le case piccole, il fumo dei comignoli cominciarono a disegnarsi nel ricordo con una forza tale per cui persone animali case si affollavano e si sovrapponevano stravolgendo le leggi razionali del tempo e dello spazio. La memoria con grande generosità me li stava riproponendo con delle regole nuove dettate dal sentimento affettivo che mi covava dentro. Era come se ogni cosa fosse legata in modo indissolubile all’altra fuori dal tempo reale dipanandosi in spazi emotivi immensi che solo la fantasia mi aiutò più tardi a fissare in pochi centimetri quadri.
Ecco, vedi caro amico, la memoria di ciascuno di noi è come un grande scrigno che secondo il momento in cui lo apri i ricordi ti si ricompongono in modi infiniti. La memoria, che grande caleidoscopio!
Ognuno di noi ha il suo villaggio nel cuore.

Catania 3 maggio 2020

il mio villaggio